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CimiterodeiLibriDimenticati

August 18

Canzone Delle Ragazze Che Se Ne Vanno

Canzone Delle Ragazze Che Se Ne Vanno (Guccini)
 
Le strade sono aperte ed il momento viene sempre: sapessi quante volte l'ho vissuto!
Stagione di canzoni, di facili emozioni: un' altra volta ancora abbiamo chiuso.
T' invidio perchè ancora hai molte pagine da aprire
di un libro che ho già letto e che tu devi ancor scoprire,
ma quando capirai che cerchi un libro che non c'è,
allora ti ricorderai di me...

C'è Shangri-La che attende perchè il nodo che ti prende per te c'è ancora tutto da inventare.
Vedrai questi tuoi giorni in un minuto di ricordi e quanti giorni hai ancora da incontrare.
Invidio i tuoi paesaggi che non so e non vedrò mai,
rimpiango le ragioni per cui ancora piangerai,
ma quando piangerai te stessa e ciò che è dentro in te,
allora ti ricorderai di me...

Già Superman non vola sui tuoi sogni della scuola, Mandrake e Wiz son solo falsi maghi, cosmogonie segrete che credevi ormai complete si stan riempiendo adesso di presagi.
Già temi che il giullare getti maschere e casacca
e mostri il vero volto dietro al velo della biacca,
ma quando vedrai meglio quello che dicevo a te,
allora ti ricorderai di me...

Ma eroi, profeti, miti, santi, bambole e banditi ti rapiranno ancora tante volte
o tu li aspetterai e non verranno mai, per una aperta chiudi cento porte.
Ed io chi sono stato nelle fantasie che vivi?
Poeta od ubriaco nei racconti per gli amici,
ma quando picchierai la testa contro ai tuoi perchè
allora ti ricorderai di me...

Le ore sono andate e le parole consumate attendon le parole che verranno.
Castelli e primavere che hai creduto di vedere non sai se son durante un' ora o un anno.
Son pronti i tuoi misteri: chiama ciò che non conosci,
già corri dove ho corso, verso nuove strade e voci,
ma se vorrai capire tutto questo che cos' è,
allora ti ricorderai, allora ti ricorderai, allora ti ricorderai di me...
June 04

Orizzonte

Questo intervento è dedicato a chi sta cercando cosa c'è al di la dell'orizzonte.

Luis Sepùlveda
L’uomo che cercava l’orizzonte

Tra gli indios guaranies a El Pantnal, nel territorio umido del Basso Mato Grosso, un uomo viveva ossessionato dal desiderio di sapere cosa ci fosse oltre la linea verde dell’orizzonte della selva. Una sera si avvicinò al falò intorno al quale si riunivano i vecchi saggi della sua tribù. Quando comunicò loro la decisione di camminare verso la linea dell’orizzonte per vedere che cosa ci fosse dall’altro lato, non ricevette i consigli che sperava e fu invece sottoposto ad un’estenuante serie di domande. Non ti bastano i dolci frutti della papaia e della guayaba che crescono vicino al fiume? Forse la manioca non cresce generosa nel tuo orto? Ti sembrano forse insipidi i pesci che si impigliano nelle tue reti? La pelle dello yacaré in cui porti le tue frecce non ti sembra abbastanza resistente?
L’uomo rispose sempre di si, ma aggiunse che tutto questo non gli bastava, che non voleva possedere altre cose, bensì sapere cosa ci fosse dall’altro lato dell’orizzonte. Allora i vecchi saggi si infuriarono, prima di scagliare come un dardo l’ultima delle loro inquisizioni: “Ci consideri forse incapaci di rispondere a tutte le tue domande?”. L’uomo rispose che essi potevano parlare di tutto quello che si trovava da questa parte dell’orizzonte, ma non di quello che c’era dall’altra parte, perché nessuno di loro si era spinto fin laggiù. I vecchi saggi, incolleriti, lo accusarono di voler sapere più di ciò che era consentito e lo espulsero dalla tribù. “Potrai tornare solo se, dall’altro lato dell’orizzonte, troverai qualcosa di meglio che avevi qui” lo condannarono alla fine i vecchi saggi.
L’uomo si mise in marcia verso l’orizzonte. Camminò molti giorni attraversando selve e savane, eppure, via via che avanzava, la verde linea dell’orizzonte restava sempre alla stessa distanza, inalterabile. Una notte, mentre l’uomo meditava vicino al fuoco su quello strano prodigio, fu sorpreso dall’arrivo di uno sconosciuto. Sembrava stanco. Salutò, poi chiese il permesso di riposare vicino al fuoco. L’uomo che cercava l’orizzonte notò che l’altro, sebbene parlasse la sua stessa lingua non lo faceva con il tono delle genti che vivevano vicino al fiume, abituate a parlare in quel modo per far si che il sordo rumore delle acque non portasse via le loro voci. Lo sconosciuto veniva dalla selva profonda e per questo il tono della sua voce era basso.
Lo sconosciuto si strofinò i piedi, doloranti per il lungo cammino e guardò meravigliato l’uomo che cercava l’orizzonte: aveva scostato qualche tizzone e glielo aveva messo sotto i piedi. Quel tepore fu come un balsamo per la sua stanchezza. Allora lo sconosciuto tirò fuori dalla bisaccia due pezzi di manioca e ne offrì uno all’uomo che cercava l’orizzonte. Egli lo accettò, e senza darsi troppo peso cominciò ad arrostire il suo pezzo di manioca sulle fiamme. L’altro invece si incamminò verso il folto della selva e ritornò con due grandi foglie, nelle quali avvolse amorevolmente la sua porzione. Aspettando che si cocesse, osservo l’uomo che cercava l’orizzonte mentre cercava di mangiare la sua razione mezza calcinata. Poi dopo aver tastato la sua parte, la ritirò dal fuoco, aprì l’involucro di foglie, ed ecco la manioca bianca e fragrante. Gliene offrì la metà e l’uomo che cercava l’orizzonte seppe di aver trovato qualcosa di meglio di ciò che già conosceva. Uno mangiava un cibo dal sapore inimmaginabile e l’altro provava una sensazione di sollievo ai piedi che mai prima aveva sperimentato.
All’alba si prepararono a continuare il cammino. All’uomo che cercava l’orizzonte piaceva la compagnia dell’altro, e forse per questo gli chiese dove andasse. “verso l’orizzonte, voglio vedere cosa c'é dall’altro lato”, rispose, e le sue parole rallegrarono l’uomo che veniva dal fiume. “Allora possiamo andare insieme”, gli disse contento. Ma la sua allegria durò poco, perché appena si misero in movimento, l’uomo della selva cominciò a camminare nella direzione dalla quale veniva lui. “No l’orizzonte è di là!”, disse l’uomo del fiume. “Ti sbagli. Io vengo da lì, e l’orizzonte è di fronte ai miei occhi. Perché tu gli dai le spalle?”, chiese l’uomo della selva. Dopo un istante di esitazione, seppero di star cercando la stessa cosa e di aver iniziato finalmente a trovarla.
 
Egli imparò a volare,
e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare.
Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia
a rendere così breve la vita di un gabbiano.
(Il gabbiano Jonathan Livingstone)
 
May 29

Il tempo

Di questi tempi, il tempo con il suo scorrere rapido sembra rubare le nostre vite.
Il vortice degli eventi ci assale facendoci dimenticare ciò che è veramente importante. Abituati a vivere in un mondo che ha stravolto i principi e l'essenza della felicità con surrogati imposti dalla pubblicità ci stupiamo nel ricevere un sorriso. Abituati alla freddezza che è dentro di noi e nel mondo esterno, non riconosciamo più la purezza.
Apparire o non Apparire ha sostituito essere o non essere.
Forse non siamo più in grado di discernere fra ciò che siamo e ciò che abbiamo!
O è ciò che possediamo che dice chi siamo?
In polemica con la società moderna ripesco un brano sul tempo dell'uomo.
Non stupitevi se è tratto dalla bibbia, chi l'ha letta sa che è un libro carico di saggezza e poetica.
Dal libro di Qohèlet
 
2 C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace (Qo 3,2-8).
April 16

Elezioni

Volevo parlare del viaggio, il mio viaggio, ma mi trovo a dover parlare del mio ritorno in patria.
Sono appena passate le elezioni, elezioni anomale, elezioni in cui poco del senso democratico dell'evento si è avvertito fra il popolo.
Forse sono rimasto uno dei nostalgici, uno di quelli che adorava sentire i dibattiti, i faccia a faccia. Uno di quelli che stava sveglio fino a tardi a sentire approfondimenti e che, appena poteva scambiava due chiacchiere per chiarire i programmi, le idee che stavano alla base della vita del proprio paese!
Mi sono svegliato, e il risveglio è stato devastante! Non so dove mi trovo, sono in un paese in cui non esiste un confronto di idee, ma tutto è basato sul rilancio come se si stesse giocando una partita a poker con posta il destino degli Italiani.
Così entro nel seggio, trovo una scheda in cui posso scegliere solo il simbolo, non ho facoltà di scelta sull'uomo che dovrà rappresentare la mia speranza.
Vedo i simboli, un tempo rappresentavano l'impegno, l'idea per cui molte persone si sono sacrificate. Ora sono solo degli esercizi di grafica, alcuni con design pregiato ma non indicano nulla se non un nome, il nome del leader che riecheggia più forte dell'idea stessa che dovrebbe guidarlo.
Traccio la mia x, scelgo per ciò che la mia coscienza detta. Esco come se non avessi svolto altro che una formalità, come se il cinismo dei nostri tempi rendesse anche questo onore/dovere un'impegno aggiuntivo in una giornata.
Torno a casa e la sera conosco i risultati, conosco i vinti e i vincitori ma con rammarico verifico anche che milioni di italiani non saranno rappresentati.
Mi ero dimenticato che c'era lo sbarramento, mi ero dimenticato che questa democrazia prevede che se un altro 4% di italiani non la pensa come te, ciò in cui credi non conta nulla.
Colpa mia penso, sono parte di un 3,084% che non solo non basta, ma che non conta nulla.
Sono parte di un utopia in una democrazia che è essa stessa utopia.
Ormai non si parla più del benessere dell'uomo, dell'ideale e del coraggio. Non si parla più di equità e di giustizia.
Aggiungo un pezzo tratto dal blog di Beppe Grillo. Il discorso di un uomo americano. Nelle sue parole ciò che manca oggi!!
 
Discorso di Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas:
"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani."
 
“Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
quando l'ultimo albero sarà abbattuto
quando l'ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia."
Profezia Creek.
April 07

Pausa

A tutti ricordo che bisogna sempre provare a vivere a pieno, facendo le cose che desideriamo a costo di non sentirci capiti.
Quando avrete la fortuna di trovare qualcuno che capirà avrete trovato qualcuno di veramente speciale. Se non lo troverete, forse non c'è da disperare. Continuate a cercare.
Mi trasferisco per qualche giorno....pausa riflessione.
 
Prigionia
Vi invito tutti nella mia cella, venite tutti amici miei, non avete bisogno di permessi, il secondino sono io.
Venite tutti nella mia cella, venite tutti adesso, questa è l'ora delle visite.
Guardate le pareti, niente cemento, niente mattoni, solo pensieri.
Niente finestre, la luce quaggiù non arriva.
Venite tutti amici miei, ceniamo insieme ma portate voi le vostre speranze e i vostri sogni. Il mio frigo è vuoto e le cucine sono chiuse.
Discendete l'oscurità, venite a trovarmi.
Potete anche trattenervi a dormire, ci sono un sacco di letti vuoti.
Portate le vostre vite, la tv non funziona e non so cosa guardare.
Venite tutti a trovarmi, amici miei, vi sto aspettando.
March 27

Riflessioni trash&dentali

Tutto attorno a noi è studiato per essere consumato sul momento. Siamo nei tempi della velocità portata all'esasperazione. Governati dalla voglia di avere tutto, provarlo e buttarlo per passare ad altro. Così, mangiamo veloci, dormiamo poco e consumiamo i sentimenti senza accorgerci quasi di averli provati. Basta un nulla per dire di essere innamorati come basta un nulla per dimenticarci dell'amore.
Amicizia usa e getta? Ne abbiamo quanta ne volete. Ti serve un amico? Avvicinati pure, ti terrò compagnia per un paio d'ore!
La gente muore delle malattie più atroci ma nessuno trova le cure e le case farmaceutiche investono su rimedi per prolungare l'erezione. Loro sanno quanto ci tengo al mio pene!!
E quanto è fastidioso quel bambino...forse africano...che fanno vedere ogni tanto per coprire i buchi fra le notizie di politica e le ultime trombate delle veline! A me piacciono le veline, hanno troppo poco spazio.
E le guerre? Che palle!! E questi Birmani e Tibetani hanno rotto. Non hanno un goccio di petrolio e pretendono la libertà!
Vuoi trovare un compagno o una compagna? Scrivi a Maria, diventa tronista!
La TV ieri mi ha detto che non sono adeguato e alla moda. Devo fare qualcosa, altrimenti rimarrò solo!
La mia amica continua a dimagrire ma dice che non è un problema, tutte le fighe sono anoressiche!
E se hai ucciso qualcuno, non preoccuparti, ci sarà un extracomunitario che si prenderà la colpa, tanto sono tutti spacciatori e assassini!
 
Siamo nei tempi moderni, la poesia è morta, è morta la spinta che avevano gli uomini nel cercare la libertà e l'uguaglianza.
La poesia è morta, perchè è morta la ricerca, la passione che spingeva l'uomo ad imprese eccezionali solo per dimostrare che nulla è impossibile.
Sappiamo chi sono i buoni e sappiamo che c'è sempre un buon Caster che ammazza gli indiani!
Sedativi artificiali ci vengono forniti ogni giorno, piccole pillole di felicità dimenticare chi siamo e chi siamo stati.
 
Ringrazio Fede stanotte.....mi ha ricordato che ciò che senti non va nascosto solo perchè cupo e triste. La via per trovare la felicità non è nascondere le emozioni ma trovare qualcuno che sappia condividerle.
 
Pioggia
Pioggia che cade, cielo che piange
voce nella notte, silenzio turbato
parole nascono e parole muoiono
parole risuonano nella mente come
frecce scagliate contro il bersaglio
 
fulmini illuminano la notte
Il tuono spezza il pensiero
Ascolto la mia anima
grigia come questo cielo
March 26

Vita ridotta!!

Vita..ridotta..parte n° 1
A volte penso che sarei dovuto nascere naturalmente sedato. Forse avrei evitato moooolti problemi!
Da piccolino mia madre pensava fossi posseduto dal demonio e forse non era solo una sua opinione. Ogni occasione era buona per combinarne una.
Ricordo che un giorno la fermò la mamma di un bambino vicino di casa. Grandi discorsi su sformati, andamento della borsa, nasdaq e pulizie di pasqua. Ad un certo punto mia madre scoppia a piangere, mi prende per mano e mi porta dentro casa. Io le chiedo: "mamma perchè piangi?" e lei: "mi ha chiesto se sei un bravo bambino".
Fin da piccolo avevo delle idee ben chiare. Mi sollazzavo del mio stato di figlio unico! Avevo tutto per me, attenzioni, giochi e i nonni, fonte inesauribile di dolci e soldini. Poi un giorno arrivò la domanda rituale: "Vorresti un fratellino o una sorellina?"
Io avevo già la risposta, un secco NO! Gli adulti si sa, hanno il vizio di chiedere pareri a decisioni già prese. Così sfumarono i progetti che avevo organizzato con Big Jim per il futuro. Non trovai più Big Jim, penso sia scappato con la Barbie della vicina prima della disfatta!!
Così mi ritrovai con un nuovo componente della famiglia in arrivo e con mia madre che di tanto in tanto mi chiamava per farmi sentire che l'esserino scalciava!
La disperazione aumentava. Ero nella merda fino al collo, dovevo trovare una soluzione e, visto che ogni tanto vedevo arrivare i parenti a casa e, tutti erano contenti di bere uno strano liquido che mia madre serviva loro, decisi che dovevo provarlo! Così, un giorno, mentre i miei accompagnavano tutti fuori casa iniziai a bere da ogni bicchierino! La mia prima sbronza!! Iniziai a barcollare, avevo dimenticato tutti i problemi, potevo passeggiare mano nella mano con l'incantevole creamy o volare con devilman! Non mi ricordo poi tanto di quei momenti ma mia madre dice di aver rischiato l'infarto e mio padre di aver rischiato lo scontro frontale mentre mi portava al pronto soccorso!!
Scoprì poi che quel liquido era whisky e, chi mi conosce può trarre conclusioni.
Così, i mesi passarono e mia sorella nacque........
 
Continua....forse..
Adoro stupire, amo lo stupore e i sorrisi. Se non siete vento non provate a seguirmi!
 
Amo i tuoi occhi perchè vedono oltre
Oltrepassano ogni mia corazza.
Leniscono le mie ferite

Sei il vento caldo dell'estate
Fiore di una primavera ancora lontana
Melodia che illumina nell'oscurità
Pensiero che in me nasce
Parola che attende di essere pronunciata
 
Amo i tuoi occhi perchè vedono oltre
Distruggono i miei silenzi
Scaldano il mio corpo

Ascolta questo mio grido
Sei il mio universo, il mio amore
Sole che accarezza il mio viso
Suono che diventa musica
Pensiero ormai nato
Parola che urlo al mondo.
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