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August 18

Canzone Delle Ragazze Che Se Ne Vanno

Canzone Delle Ragazze Che Se Ne Vanno (Guccini)
 
Le strade sono aperte ed il momento viene sempre: sapessi quante volte l'ho vissuto!
Stagione di canzoni, di facili emozioni: un' altra volta ancora abbiamo chiuso.
T' invidio perchè ancora hai molte pagine da aprire
di un libro che ho già letto e che tu devi ancor scoprire,
ma quando capirai che cerchi un libro che non c'è,
allora ti ricorderai di me...

C'è Shangri-La che attende perchè il nodo che ti prende per te c'è ancora tutto da inventare.
Vedrai questi tuoi giorni in un minuto di ricordi e quanti giorni hai ancora da incontrare.
Invidio i tuoi paesaggi che non so e non vedrò mai,
rimpiango le ragioni per cui ancora piangerai,
ma quando piangerai te stessa e ciò che è dentro in te,
allora ti ricorderai di me...

Già Superman non vola sui tuoi sogni della scuola, Mandrake e Wiz son solo falsi maghi, cosmogonie segrete che credevi ormai complete si stan riempiendo adesso di presagi.
Già temi che il giullare getti maschere e casacca
e mostri il vero volto dietro al velo della biacca,
ma quando vedrai meglio quello che dicevo a te,
allora ti ricorderai di me...

Ma eroi, profeti, miti, santi, bambole e banditi ti rapiranno ancora tante volte
o tu li aspetterai e non verranno mai, per una aperta chiudi cento porte.
Ed io chi sono stato nelle fantasie che vivi?
Poeta od ubriaco nei racconti per gli amici,
ma quando picchierai la testa contro ai tuoi perchè
allora ti ricorderai di me...

Le ore sono andate e le parole consumate attendon le parole che verranno.
Castelli e primavere che hai creduto di vedere non sai se son durante un' ora o un anno.
Son pronti i tuoi misteri: chiama ciò che non conosci,
già corri dove ho corso, verso nuove strade e voci,
ma se vorrai capire tutto questo che cos' è,
allora ti ricorderai, allora ti ricorderai, allora ti ricorderai di me...
June 04

Orizzonte

Questo intervento è dedicato a chi sta cercando cosa c'è al di la dell'orizzonte.

Luis Sepùlveda
L’uomo che cercava l’orizzonte

Tra gli indios guaranies a El Pantnal, nel territorio umido del Basso Mato Grosso, un uomo viveva ossessionato dal desiderio di sapere cosa ci fosse oltre la linea verde dell’orizzonte della selva. Una sera si avvicinò al falò intorno al quale si riunivano i vecchi saggi della sua tribù. Quando comunicò loro la decisione di camminare verso la linea dell’orizzonte per vedere che cosa ci fosse dall’altro lato, non ricevette i consigli che sperava e fu invece sottoposto ad un’estenuante serie di domande. Non ti bastano i dolci frutti della papaia e della guayaba che crescono vicino al fiume? Forse la manioca non cresce generosa nel tuo orto? Ti sembrano forse insipidi i pesci che si impigliano nelle tue reti? La pelle dello yacaré in cui porti le tue frecce non ti sembra abbastanza resistente?
L’uomo rispose sempre di si, ma aggiunse che tutto questo non gli bastava, che non voleva possedere altre cose, bensì sapere cosa ci fosse dall’altro lato dell’orizzonte. Allora i vecchi saggi si infuriarono, prima di scagliare come un dardo l’ultima delle loro inquisizioni: “Ci consideri forse incapaci di rispondere a tutte le tue domande?”. L’uomo rispose che essi potevano parlare di tutto quello che si trovava da questa parte dell’orizzonte, ma non di quello che c’era dall’altra parte, perché nessuno di loro si era spinto fin laggiù. I vecchi saggi, incolleriti, lo accusarono di voler sapere più di ciò che era consentito e lo espulsero dalla tribù. “Potrai tornare solo se, dall’altro lato dell’orizzonte, troverai qualcosa di meglio che avevi qui” lo condannarono alla fine i vecchi saggi.
L’uomo si mise in marcia verso l’orizzonte. Camminò molti giorni attraversando selve e savane, eppure, via via che avanzava, la verde linea dell’orizzonte restava sempre alla stessa distanza, inalterabile. Una notte, mentre l’uomo meditava vicino al fuoco su quello strano prodigio, fu sorpreso dall’arrivo di uno sconosciuto. Sembrava stanco. Salutò, poi chiese il permesso di riposare vicino al fuoco. L’uomo che cercava l’orizzonte notò che l’altro, sebbene parlasse la sua stessa lingua non lo faceva con il tono delle genti che vivevano vicino al fiume, abituate a parlare in quel modo per far si che il sordo rumore delle acque non portasse via le loro voci. Lo sconosciuto veniva dalla selva profonda e per questo il tono della sua voce era basso.
Lo sconosciuto si strofinò i piedi, doloranti per il lungo cammino e guardò meravigliato l’uomo che cercava l’orizzonte: aveva scostato qualche tizzone e glielo aveva messo sotto i piedi. Quel tepore fu come un balsamo per la sua stanchezza. Allora lo sconosciuto tirò fuori dalla bisaccia due pezzi di manioca e ne offrì uno all’uomo che cercava l’orizzonte. Egli lo accettò, e senza darsi troppo peso cominciò ad arrostire il suo pezzo di manioca sulle fiamme. L’altro invece si incamminò verso il folto della selva e ritornò con due grandi foglie, nelle quali avvolse amorevolmente la sua porzione. Aspettando che si cocesse, osservo l’uomo che cercava l’orizzonte mentre cercava di mangiare la sua razione mezza calcinata. Poi dopo aver tastato la sua parte, la ritirò dal fuoco, aprì l’involucro di foglie, ed ecco la manioca bianca e fragrante. Gliene offrì la metà e l’uomo che cercava l’orizzonte seppe di aver trovato qualcosa di meglio di ciò che già conosceva. Uno mangiava un cibo dal sapore inimmaginabile e l’altro provava una sensazione di sollievo ai piedi che mai prima aveva sperimentato.
All’alba si prepararono a continuare il cammino. All’uomo che cercava l’orizzonte piaceva la compagnia dell’altro, e forse per questo gli chiese dove andasse. “verso l’orizzonte, voglio vedere cosa c'é dall’altro lato”, rispose, e le sue parole rallegrarono l’uomo che veniva dal fiume. “Allora possiamo andare insieme”, gli disse contento. Ma la sua allegria durò poco, perché appena si misero in movimento, l’uomo della selva cominciò a camminare nella direzione dalla quale veniva lui. “No l’orizzonte è di là!”, disse l’uomo del fiume. “Ti sbagli. Io vengo da lì, e l’orizzonte è di fronte ai miei occhi. Perché tu gli dai le spalle?”, chiese l’uomo della selva. Dopo un istante di esitazione, seppero di star cercando la stessa cosa e di aver iniziato finalmente a trovarla.
 
Egli imparò a volare,
e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare.
Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia
a rendere così breve la vita di un gabbiano.
(Il gabbiano Jonathan Livingstone)
 
May 29

Il tempo

Di questi tempi, il tempo con il suo scorrere rapido sembra rubare le nostre vite.
Il vortice degli eventi ci assale facendoci dimenticare ciò che è veramente importante. Abituati a vivere in un mondo che ha stravolto i principi e l'essenza della felicità con surrogati imposti dalla pubblicità ci stupiamo nel ricevere un sorriso. Abituati alla freddezza che è dentro di noi e nel mondo esterno, non riconosciamo più la purezza.
Apparire o non Apparire ha sostituito essere o non essere.
Forse non siamo più in grado di discernere fra ciò che siamo e ciò che abbiamo!
O è ciò che possediamo che dice chi siamo?
In polemica con la società moderna ripesco un brano sul tempo dell'uomo.
Non stupitevi se è tratto dalla bibbia, chi l'ha letta sa che è un libro carico di saggezza e poetica.
Dal libro di Qohèlet
 
2 C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.
3 Un tempo per uccidere e un tempo per guarire,
un tempo per demolire e un tempo per costruire.
4 Un tempo per piangere e un tempo per ridere,
un tempo per gemere e un tempo per ballare.
5 Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.
6 Un tempo per cercare e un tempo per perdere,
un tempo per serbare e un tempo per buttar via.
7 Un tempo per stracciare e un tempo per cucire,
un tempo per tacere e un tempo per parlare.
8 Un tempo per amare e un tempo per odiare,
un tempo per la guerra e un tempo per la pace (Qo 3,2-8).
April 16

Elezioni

Volevo parlare del viaggio, il mio viaggio, ma mi trovo a dover parlare del mio ritorno in patria.
Sono appena passate le elezioni, elezioni anomale, elezioni in cui poco del senso democratico dell'evento si è avvertito fra il popolo.
Forse sono rimasto uno dei nostalgici, uno di quelli che adorava sentire i dibattiti, i faccia a faccia. Uno di quelli che stava sveglio fino a tardi a sentire approfondimenti e che, appena poteva scambiava due chiacchiere per chiarire i programmi, le idee che stavano alla base della vita del proprio paese!
Mi sono svegliato, e il risveglio è stato devastante! Non so dove mi trovo, sono in un paese in cui non esiste un confronto di idee, ma tutto è basato sul rilancio come se si stesse giocando una partita a poker con posta il destino degli Italiani.
Così entro nel seggio, trovo una scheda in cui posso scegliere solo il simbolo, non ho facoltà di scelta sull'uomo che dovrà rappresentare la mia speranza.
Vedo i simboli, un tempo rappresentavano l'impegno, l'idea per cui molte persone si sono sacrificate. Ora sono solo degli esercizi di grafica, alcuni con design pregiato ma non indicano nulla se non un nome, il nome del leader che riecheggia più forte dell'idea stessa che dovrebbe guidarlo.
Traccio la mia x, scelgo per ciò che la mia coscienza detta. Esco come se non avessi svolto altro che una formalità, come se il cinismo dei nostri tempi rendesse anche questo onore/dovere un'impegno aggiuntivo in una giornata.
Torno a casa e la sera conosco i risultati, conosco i vinti e i vincitori ma con rammarico verifico anche che milioni di italiani non saranno rappresentati.
Mi ero dimenticato che c'era lo sbarramento, mi ero dimenticato che questa democrazia prevede che se un altro 4% di italiani non la pensa come te, ciò in cui credi non conta nulla.
Colpa mia penso, sono parte di un 3,084% che non solo non basta, ma che non conta nulla.
Sono parte di un utopia in una democrazia che è essa stessa utopia.
Ormai non si parla più del benessere dell'uomo, dell'ideale e del coraggio. Non si parla più di equità e di giustizia.
Aggiungo un pezzo tratto dal blog di Beppe Grillo. Il discorso di un uomo americano. Nelle sue parole ciò che manca oggi!!
 
Discorso di Robert Kennedy, 18 marzo 1968, Università del Kansas:
"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto nazionale lordo (PIL).
Il PIL comprende anche l’inquinamento dell’aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.
Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi. Il Pil non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere Americani."
 
“Solo quando l'ultimo fiume sarà prosciugato
quando l'ultimo albero sarà abbattuto
quando l'ultimo animale sarà ucciso
solo allora capirete che il denaro non si mangia."
Profezia Creek.
April 07

Pausa

A tutti ricordo che bisogna sempre provare a vivere a pieno, facendo le cose che desideriamo a costo di non sentirci capiti.
Quando avrete la fortuna di trovare qualcuno che capirà avrete trovato qualcuno di veramente speciale. Se non lo troverete, forse non c'è da disperare. Continuate a cercare.
Mi trasferisco per qualche giorno....pausa riflessione.
 
Prigionia
Vi invito tutti nella mia cella, venite tutti amici miei, non avete bisogno di permessi, il secondino sono io.
Venite tutti nella mia cella, venite tutti adesso, questa è l'ora delle visite.
Guardate le pareti, niente cemento, niente mattoni, solo pensieri.
Niente finestre, la luce quaggiù non arriva.
Venite tutti amici miei, ceniamo insieme ma portate voi le vostre speranze e i vostri sogni. Il mio frigo è vuoto e le cucine sono chiuse.
Discendete l'oscurità, venite a trovarmi.
Potete anche trattenervi a dormire, ci sono un sacco di letti vuoti.
Portate le vostre vite, la tv non funziona e non so cosa guardare.
Venite tutti a trovarmi, amici miei, vi sto aspettando.
March 27

Riflessioni trash&dentali

Tutto attorno a noi è studiato per essere consumato sul momento. Siamo nei tempi della velocità portata all'esasperazione. Governati dalla voglia di avere tutto, provarlo e buttarlo per passare ad altro. Così, mangiamo veloci, dormiamo poco e consumiamo i sentimenti senza accorgerci quasi di averli provati. Basta un nulla per dire di essere innamorati come basta un nulla per dimenticarci dell'amore.
Amicizia usa e getta? Ne abbiamo quanta ne volete. Ti serve un amico? Avvicinati pure, ti terrò compagnia per un paio d'ore!
La gente muore delle malattie più atroci ma nessuno trova le cure e le case farmaceutiche investono su rimedi per prolungare l'erezione. Loro sanno quanto ci tengo al mio pene!!
E quanto è fastidioso quel bambino...forse africano...che fanno vedere ogni tanto per coprire i buchi fra le notizie di politica e le ultime trombate delle veline! A me piacciono le veline, hanno troppo poco spazio.
E le guerre? Che palle!! E questi Birmani e Tibetani hanno rotto. Non hanno un goccio di petrolio e pretendono la libertà!
Vuoi trovare un compagno o una compagna? Scrivi a Maria, diventa tronista!
La TV ieri mi ha detto che non sono adeguato e alla moda. Devo fare qualcosa, altrimenti rimarrò solo!
La mia amica continua a dimagrire ma dice che non è un problema, tutte le fighe sono anoressiche!
E se hai ucciso qualcuno, non preoccuparti, ci sarà un extracomunitario che si prenderà la colpa, tanto sono tutti spacciatori e assassini!
 
Siamo nei tempi moderni, la poesia è morta, è morta la spinta che avevano gli uomini nel cercare la libertà e l'uguaglianza.
La poesia è morta, perchè è morta la ricerca, la passione che spingeva l'uomo ad imprese eccezionali solo per dimostrare che nulla è impossibile.
Sappiamo chi sono i buoni e sappiamo che c'è sempre un buon Caster che ammazza gli indiani!
Sedativi artificiali ci vengono forniti ogni giorno, piccole pillole di felicità dimenticare chi siamo e chi siamo stati.
 
Ringrazio Fede stanotte.....mi ha ricordato che ciò che senti non va nascosto solo perchè cupo e triste. La via per trovare la felicità non è nascondere le emozioni ma trovare qualcuno che sappia condividerle.
 
Pioggia
Pioggia che cade, cielo che piange
voce nella notte, silenzio turbato
parole nascono e parole muoiono
parole risuonano nella mente come
frecce scagliate contro il bersaglio
 
fulmini illuminano la notte
Il tuono spezza il pensiero
Ascolto la mia anima
grigia come questo cielo
March 26

Vita ridotta!!

Vita..ridotta..parte n° 1
A volte penso che sarei dovuto nascere naturalmente sedato. Forse avrei evitato moooolti problemi!
Da piccolino mia madre pensava fossi posseduto dal demonio e forse non era solo una sua opinione. Ogni occasione era buona per combinarne una.
Ricordo che un giorno la fermò la mamma di un bambino vicino di casa. Grandi discorsi su sformati, andamento della borsa, nasdaq e pulizie di pasqua. Ad un certo punto mia madre scoppia a piangere, mi prende per mano e mi porta dentro casa. Io le chiedo: "mamma perchè piangi?" e lei: "mi ha chiesto se sei un bravo bambino".
Fin da piccolo avevo delle idee ben chiare. Mi sollazzavo del mio stato di figlio unico! Avevo tutto per me, attenzioni, giochi e i nonni, fonte inesauribile di dolci e soldini. Poi un giorno arrivò la domanda rituale: "Vorresti un fratellino o una sorellina?"
Io avevo già la risposta, un secco NO! Gli adulti si sa, hanno il vizio di chiedere pareri a decisioni già prese. Così sfumarono i progetti che avevo organizzato con Big Jim per il futuro. Non trovai più Big Jim, penso sia scappato con la Barbie della vicina prima della disfatta!!
Così mi ritrovai con un nuovo componente della famiglia in arrivo e con mia madre che di tanto in tanto mi chiamava per farmi sentire che l'esserino scalciava!
La disperazione aumentava. Ero nella merda fino al collo, dovevo trovare una soluzione e, visto che ogni tanto vedevo arrivare i parenti a casa e, tutti erano contenti di bere uno strano liquido che mia madre serviva loro, decisi che dovevo provarlo! Così, un giorno, mentre i miei accompagnavano tutti fuori casa iniziai a bere da ogni bicchierino! La mia prima sbronza!! Iniziai a barcollare, avevo dimenticato tutti i problemi, potevo passeggiare mano nella mano con l'incantevole creamy o volare con devilman! Non mi ricordo poi tanto di quei momenti ma mia madre dice di aver rischiato l'infarto e mio padre di aver rischiato lo scontro frontale mentre mi portava al pronto soccorso!!
Scoprì poi che quel liquido era whisky e, chi mi conosce può trarre conclusioni.
Così, i mesi passarono e mia sorella nacque........
 
Continua....forse..
Adoro stupire, amo lo stupore e i sorrisi. Se non siete vento non provate a seguirmi!
 
Amo i tuoi occhi perchè vedono oltre
Oltrepassano ogni mia corazza.
Leniscono le mie ferite

Sei il vento caldo dell'estate
Fiore di una primavera ancora lontana
Melodia che illumina nell'oscurità
Pensiero che in me nasce
Parola che attende di essere pronunciata
 
Amo i tuoi occhi perchè vedono oltre
Distruggono i miei silenzi
Scaldano il mio corpo

Ascolta questo mio grido
Sei il mio universo, il mio amore
Sole che accarezza il mio viso
Suono che diventa musica
Pensiero ormai nato
Parola che urlo al mondo.
March 18

Ricordi.......

Gli anni sono passati e hanno portato via dalla memoria sofferenze e rancori. Mi guardo indietro e ripenso a com'ero con stupida malinconia.
Quando si cresce, molte cose si perdono man mano che si percorre la strada della vita. Posso ancora ricordarmi di quando il mio mondo era una piazzetta e una birra.
Mi chiedo se fossi realmente felice allora, quando il mondo sembrava ancora tutto da scoprire!
Adesso che questo mondo lo conosco un poco di più, rimpiango quel ragazzetto che girava in scooter.
Oggi ho ritrovato parte di ciò che ero, dentro un quadernetto ingiallito dal tempo passato.
E' stata scritta tempo fa, forse piace solo a me perchè è impregnata di un ricordo, però voglio riportarla.
Saluto quel ragazzetto, accendo una sigaretta, e guardandolo dritto negli occhi gli dico di non mollare mai. La vita è dura ma noi lo siamo di più!!
 
 
Senza Titolo
 
Sto pensando, mi manca il respiro, attorno tutto è coperto.
Guardami negli occhi, portali via se vuoi ma, lasciami libero
Ricordo il passato ed eri accanto a me.
Questo è ciò che sento, la mia strada è lontana da te.
 
Sono la notte, tu eri il mio sole.
Aspetto l'alba e ancora spero di vederti sorgere.
ma ho visto il futuro e non sei accanto a me.
 
Ti canto ancora una volta, batto i miei pensieri come un tamburo.
Ancora posso vederti, ma le mie mani non ti sfioreranno più.
All'orizzonte ti ammiro ancora sorgere
ma il futuro è adesso e non sei accanto a me.
March 13

senza titolo

Allora....riprendendo il commento del mio amico squalo relativamente all'intervento precedente........La traduzione....cercatela!!!Ah Ah Ah
Ancora di notte, poco sonno come al solito.
Non ho un titolo per il post, non ho voglia neppure di pensarci. Adesso non ho proprio voglia di pensare a nulla. Però, nella mia assenza di idee corre a soccorrermi l'amico Neruda!! Questa volta tradotto, almeno evito le critiche!!!
Francamente non ricordo manco se l'ho già pubblicata.....ma chi se ne frega....il blog è mio!!!
Qualunque commento che possa non essermi gradito verrà eliminato(Capito TUBAAAAA)! ...ahahah....scherzoooooooooo.
 
Lentamente muore

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non
rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su
bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno
sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti
all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul
lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un
sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi
non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente
chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i
giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non
fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli
chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di
respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida
felicità.

 

 

 

March 11

Farewell

Pablo Neruda
FAREWELL

Desde el fondo de ti, y arrodillado,
un niño triste como yo, nos mira.
Por esa vida que arderá en sus venas
tendrían que amarrarse nuestras vidas.
Por esas manos, hijas de tus manos,
tendrían que matar las manos mías.
Por sus ojos abiertos en la tierra
veré en los tuyos lágrimas un día.
Yo no lo quiero, Amada.
Para que nada nos amarre
que no nos una nada.
Ni la palabra que aromó tu boca,
ni lo que no dijeron tus palabras.
Ni la fiesta de amor que no tuvimos,
ni tus sollozos junto a la ventana.
Amo el amor de los marineros
que besan y se van.
Dejan una promesa.
No vuelven nunca más.
En cada puerto una mujer espera:
los marineros besan y se van.
(Una noche se acuestan con la muerte
en el lecho del mar)
Amo el amor que se reparte
en besos, lecho y pan.
Amor que puede ser eterno
y puede ser fugaz.
Amor que quiere libertarse
para volver a amar.
Amor divinizado que se acerca
Amor divinizado que se va.
Ya no se encantarán mis ojos en tus ojos,
ya no se endulzará junto a ti mi dolor.
Pero hacia donde vaya llevaré tu mirada
y hacia donde camines llevarás mi dolor.
Fui tuyo, fuiste mía. ¿Qué más? Juntos hicimos
un recodo en la ruta donde el amor pasó.
Fui tuyo, fuiste mía. Tú serás del que te ame,
del que corte en tu huerto lo que he sembrado yo.
Yo me voy. Estoy triste: pero siempre estoy triste.
Vengo desde tus brazos. No sé hacia dónde voy.
... Desde tu corazón me dice adiós un niño.
Y yo le digo adiós.
February 23

Ancora amore????

Notte, come al solito.
La maggioranza dorme, alcuni lavorano, altri lavorano per aiutare un amico/a.
Io non faccio nulla di questo, anzi, non faccio proprio niente!!
Scrivo, digito a caso sulla tastiera i pensieri convulsi di una mente contorta!
Anche stasera pubblicherò una poesia e come al solito sarà una sdolcinata poesia d'amore!
Se volete leggetela, se non volete....chi se ne frega!!!
 
 
Ti comparerò dunque a giornata d'estate?
Tu sei ben più leggiadra e meglio temperata:
Ruvidi venti sferzano i soavi boccioli di maggio
E il termine d'estate troppo ha breve durata;
Troppo ardente talvolta splende l'occhio del cielo,
E sovente velato è il suo aureo sembiante,
E ogni bellezza alla fine decade dal suo stato,
Spoglia dal caso, o dal mutevole corso di natura:
Ma la tua eterna estate non potrà mai svanire
Né perdere il possesso delle tue bellezze,
Né la Morte vantarsi di averti nell'ombra sua,
Poiché tu crescerai nel tempo in versi eterni.
Sin che respireranno uomini, e occhi vedranno
Di altrettanto vivranno queste rime, se a te daranno vita
 
WILLIAM SHAKESPEARE
February 20

Notte.......

Eccomi di nuovo qua, ho riattivato questo blog, ma non ho la minima idea di cosa scrivere!
Forse spreco troppe parole ma, non ho ancora imparato realmente ad usarle nel modo giusto e a dar loro forza e significato.
Forse dovrei essere a letto a dormire come fanno le persone "normali" ma, come sempre il sonno tarda ad arrivare e la notte è un pò il mio rifugio.
Penso e scrivo, o forse non faccio nessuna delle due cose, fumo una sigaretta o forse ne fumo due. Ascolto il silenzio rotto solo dal ticchettare dell'orologio in cucina......Tic Tac...Tic Tac...
Ad un tratto mi rendo conto che sto parlando da solo, forse parlo con me stesso e forse è un dialogo sincero, puro, semplice o forse sto mentendo.
E' realmente possibile però mentire a se stessi?
Tic Tac...Tic Tac, le lancette si muovono, io sono fermo, nessuna risposta, non vedo la terra, non vedo il porto. Lancio un sos ma è notte.....nessuno risponde.
Sono disperso, gli occhi sono chiusi ma non sto dormendo.
Tic Tac...Tic Tac, adesso sento il battito del cuore, il silenzio avvolge tutto, ha inghiottito il mio mondo.
Ad un tratto un faro, una luce abbagliante, il ticchettare si ferma ma il cuore batte più forte e sconfigge il silenzio.
Un pensiero sfiora la mente, una gioia mi scalda ma, è solo illusione, la luce svanisce e il silenzio mi avvolge!
Tic Tac...Tic Tac
 
Questo vaneggio non è scritto per piacere, non ha stile, forse non esiste ma forse ha un senso....o forse no.
A tutti coloro che non vedono terra, non smettete di cercare il vostro porto!
 
Ed ora una poesia, giusto per dimostrare che sono ancora sano di mente......o forse no
 
Sull'amore
 
Allora Almitra disse: parlaci dell'Amore.
E lui sollevò la stessa e scrutò il popolo e su di esso calò
una grande quiete. E con voce ferma disse:
Quando l'amore vi chiama, seguitelo.
Anche se le sue vie sono dure e scoscese.
e quando le sue ali vi avvolgeranno, affidatevi a lui.
Anche se la sua lama, nascosta tra le piume vi può ferire.
E quando vi parla, abbiate fede in lui,
Anche se la sua voce può distruggere i vostri sogni come il
vento del nord devasta il giardino.

Poiché l'amore come vi incorona così vi crocefigge. E come
vi fa fiorire così vi reciderà.
Come sale alla vostra sommità e accarezza i più teneri
rami che fremono al sole,
Così scenderà alle vostre radici e le scuoterà fin dove si
avvinghiano alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in sé.
Vi batte finché non sarete spogli.
Vi staccia per liberarvi dai gusci.
Vi macina per farvi neve.
Vi lavora come pasta fin quando non siate cedevoli.
E vi affida alla sua sacra fiamma perché siate il pane sacro
della mensa di Dio.

Tutto questo compie in voi l'amore, affinché possiate
conoscere i segreti del vostro cuore e in questa conoscenza
farvi frammento del cuore della vita.
Ma se per paura cercherete nell'amore unicamente la pace
e il piacere,
Allora meglio sarà per voi coprire la vostra nudità e uscire
dall'aia dell'amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete ma non tutto il
vostro riso e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.

L'amore non da nulla fuorché sé stesso e non attinge che
da se stesso.
L'amore non possiede né vorrebbe essere posseduto;
Poiché l'amore basta all'amore. 

Quando amate non dovreste dire:" Ho Dio nel cuore ", ma
piuttosto, " Io sono nel cuore di Dio ".
E non crediate di guidare l'amore, perché se vi ritiene
degni è lui che vi guida.

L'amore non vuole che compiersi.
Ma se amate e se è inevitabile che abbiate desideri, i
vostri desideri hanno da essere questi:
Dissolversi e imitare lo scorrere del ruscello che canta la
sua melodia nella notte.
Conoscere la pena di troppa tenerezza.
Essere trafitti dalla vostra stessa comprensione d'amore,
E sanguinare condiscendenti e gioiosi.
Destarsi all'alba con cuore alato e rendere grazie per un
altro giorno d'amore;
Riposare nell'ora del meriggio e meditare sull'estasi
d'amore;
Grati, rincasare la sera;
E addormentarsi con una preghiera in cuore per l'amato e
un canto di lode sulle labbra.
 
Kahlil Gibran
April 15

le cose che ho imparato

Per questa giornata va bene questa poesia. A volte le persone ci deludono o magari quando tieni a qualcuno, ogni piccolo gesto assume un significato più intenso.
A volte è come se fossi colpito da un macigno, a volte non ti rendi conto di tenere veramente a qualcuno finchè non inizi a sentirlo distante.
Quando questo capita leggo....
 
"Le cose che ho imparato nella vita" 

di Paulo Coelho 

Ecco alcune delle cose che ho imparato nella vita: 

-Che non importa quanto sia buona una persona, ogni tanto ti ferirà. 
E per questo, bisognerà che tu la perdoni. 
-Che ci vogliono anni per costruire la fiducia e solo pochi secondi per 
distruggerla. 
-Che non dobbiamo cambiare amici, se comprendiamo che gli amici cambiano. 
-Che le circostanze e l'ambiente hanno influenza su di noi, ma noi siamo 
responsabili di noi stessi. 
-Che, o sarai tu a controllare i tuoi atti,o essi controlleranno te. 
-Ho imparato che gli eroi sono persone che hanno fatto ciò che era 
necessario fare, affrontandone le conseguenze. 
-Che la pazienza richiede molta pratica. 
-Che ci sono persone che ci amano, ma che semplicemente non sanno come 
dimostrarlo. 
-Che a volte, la persona che tu pensi ti sferrerà il colpo mortale quando 
cadrai,è invece una di quelle poche che ti aiuteranno a rialzarti. 
-Che solo perché qualcuno non ti ama come tu vorresti, non significa che 
non ti ami con tutto se stesso. 
-Che non si deve mai dire a un bambino che i sogni sono 
sciocchezze:sarebbe una tragedia se lo credesse. 
-Che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno. Nella maggior 
parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso. 
-Che non importa in quanti pezzi il tuo cuore si è spezzato; il mondo non 
si ferma, aspettando che tu lo ripari. 
-Forse Dio vuole che incontriamo un po' di gente sbagliata prima di 
incontrare quella giusta, così quando finalmente la incontriamo, sapremo 
come essere riconoscenti per quel regalo. 
-Quando la porta della felicità si chiude, un'altra si apre, ma tante 
volte guardiamo così a lungo a quella chiusa, che non vediamo quella che è 
stata aperta per noi. 
-La miglior specie d'amico è quel tipo con cui puoi stare seduto in un 
portico e camminarci insieme, senza dire una parola, e quando vai via senti 
che è come se fosse stata la miglior conversazione mai avuta. 
-È vero che non conosciamo ciò che abbiamo prima di perderlo, ma è anche 
vero che non sappiamo ciò che ci è mancato prima che arrivi. 
-Ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno, un'ora per piacergli, e un 
giorno per amarlo, ma ci vuole una vita per dimenticarlo. 
-Non cercare le apparenze, possono ingannare. 
-Non cercare la salute, anche quella può affievolirsi. 

-Cerca qualcuno che ti faccia sorridere perché ci vuole solo un sorriso 
per far sembrare brillante una giornataccia. 
-Trova quello che fa sorridere il tuo cuore. 
-Ci sono momenti nella vita in cui qualcuno ti manca così tanto che 
vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni per abbracciarlo davvero! 
-Sogna ciò che ti va; vai dove vuoi; sii ciò che vuoi essere, perché hai 
solo una vita e una possibilità di fare le cose che vuoi fare. 
-Puoi avere abbastanza felicità da renderti dolce, difficoltà a 
sufficienza da renderti forte, dolore abbastanza da renderti umano, 
speranza sufficiente a renderti felice. 
-Mettiti sempre nei panni degli altri. Se ti senti stretto, probabilmente 
anche loro si sentono così. 
-Le più felici delle persone, non necessariamente hanno il meglio di ogni 
cosa; soltanto traggono il meglio da ogni cosa che capita sul loro cammino. 
-L'amore comincia con un sorriso, cresce con un bacio e finisce con un the. 
-Il miglior futuro è basato sul passato dimenticato, non puoi andare bene 
nella vita prima di lasciare andare i tuoi fallimenti passati e tuoi 
dolori. 
-Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano. 
Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l'unico che sorride 
e ognuno intorno a te piange. 

Notte

Forse non riesco ad uscire dal periodo di cinismo che sto vivendo e forse neppure la poesia o la lettura può aiutarmi.
Capita però che un sorriso, magari di una persona in particolare ti faccia toccare per un attimo il cielo.
A tutti quelli che hanno questa fortuna, a quelli che non capiscono quanto sono fortunati dedico questa poesia di neruda.
 
 
Il tuo sorriso

Toglimi il pane, se vuoi,
toglimi l'aria, ma
non togliermi il tuo sorriso.

Non togliermi la rosa,
la lancia che sgrani,
l'acqua che d'improvviso
scoppia nella tua gioia,
la repentina onda
d'argento che ti nasce.

Dura è la mia lotta e torno
con gli occhi stanchi,
a volte, d'aver visto
la terra che non cambia,
ma entrando il tuo sorriso
sale al cielo cercandomi
ed apre per me tutte
le porte della vita.

Amor mio, nell'ora
più oscura sgrana
il tuo sorriso, e se d'improvviso
vedi che il mio sangue macchia
le pietre della strada,
ridi, perché il tuo riso
sarà per le mie mani
come una spada fresca.

Vicino al mare, d'autunno,
il tuo riso deve innalzare
la sua cascata di spuma,
e in primavera, amore,
voglio il tuo riso come
il fiore che attendevo,
il fiore azzurro, la rosa
della mia patria sonora.

Riditela della notte,
del giorno, della luna,
riditela delle strade
contorte dell'isola,
riditela di questo rozzo
ragazzo che ti ama,
ma quando apro gli occhi
e quando li richiudo,
quando i miei passi vanno,
quando tornano i miei passi,
negami il pane, l'aria,
la luce, la primavera,
ma il tuo sorriso mai,
perché io ne morrei.

- Pablo Neruda

 
 
 
November 10

Lettera

Eccomi nuovamente qua,l'orario è più o meno lo stesso e i pensieri tanti.
La notte è un ottimo momento per pensare ma anche un'arma a doppio taglio.
Quante volte avrai desiderato che la notte passasse velocemente a causa delle tristezze e dei ricordi e quante volte invece al tuo risveglio ti sarai sentita libera dopo aver preso una decisione importante.
Sarà forse il silenzio in cui si è immersi a risvegliare tutto nella mente,ricordi,idee,malinconie ma è la notte e la sua solitudine a farci incontrare con noi stessi al di fuori del mondo di ogni giorno,dei pregiudizi e delle falsità che ci circondano.
Così mi ritrovo a pensare in questa notte mentre sento la persiana della mia stanza sbattere per il vento.
Mi sto chiedendo quanto sia semplice per l'uomo farsi trascinare nel vortice della massa e dell'omologazione.
Quand'è secondo te che abbiamo smesso di riflettere e di cercare le risposte alle nostre domande?
Da quanto abbiamo delegato gli altri a trovare per noi le soluzioni?
Guardo intorno a me,ascolto le persone parlare,ascolto me stesso in mezzo agli altri e mi accorgo che non esiste più il pensiero,la voglia di ascoltare opinioni diverse,la voglia di confronto.
Tutto è stato sommerso dalla massa e da chi la governa che ti insegna cosa,come e quando devi pensare.
Adesso ti saluto,starai dormendo,un bacio e buona notte
 
Solo due cose sono infinite, l'universo e la stupidità umana, e non sono sicuro della prima.(A. Einstein)
 
 
HERMANN HESSE
 
Una volta credevo che essere amato
senza amare fosse un piacere straordinario.
Ora ho imparato quanto sia penoso
un amore che viene offerto
senza che lo si possa ricambiare.
November 03

Spleen

Ecco un'altra poesia,una poesia sul malessere esistenziale.Questo è Baudelaire e non m sento di commentare il suo spleen.
Pensateci,quante volte avete provato queste sensazioni? 
Dopo questo intervento prenderò una pausa....forse sto esagerando con le pubblicazioni.
 
Spleen

Quando come un coperchio il cielo pesa
grave e basso  
sull'anima gemente
in preda a lunghi affanni, e quando versa
su noi, dell'orizzonte tutto il giro
abbracciando, una luce nera e triste
più delle notti; e quando si è mutata
la terra in una cella umida,
dove
se ne va su pei muri la Speranza
sbattendo la sua timida ala, come
un pipistrello che la testa picchia
su fradici soffitti; e quando imita
la pioggia, nel mostrare le sue striscie
infinite,
le sbarre di una vasta
prigione, e quando un popolo silente
di infami ragni
tende le sue reti
in fondo ai cervelli nostri, a un tratto
furiosamente scattano campane,
lanciando verso il cielo
un urlo atroce
come spiriti erranti, senza patria,
che si mettano a gemere ostinati.
E lunghi funerali lentamente
senza tamburi sfilano né musica
dentro l'anima:
vinta, la Speranza
piange, e l'atroce Angoscia sul mio cranio
pianta, despota, il suo vessillo nero

Uomo

Forse sarò io,sarò sbagliato ma ho paura del mondo e della direzione che stiamo seguendo.
Abbiamo perso i principi che dovrebbero guidarci?Li abbiamo venduti per qualche reality,per due letterine e per qualche quiz?
Cosa siamo noi oggi e cosa sono io che accendo la tv e osservo le vittime della fame,delle guerre e delle malattie senza batter ciglio?
Qual'è la direzione che stiamo prendendo,noi parassiti di questo pianeta sempre pronti a distruggere il prossimo?
Quanti pensieri riusciremo a cancellare e quante vite spezzate riusciremo a tollerare prima di ribellarci?
Questa poesia è una speranza,un'insegnamento ad essere uomo!

Rudyard Kipling

Se…

Se riesci a conservare il controllo quando tutti
Intorno a te lo perdono e te ne fanno una colpa;
Se riesci ad aver fiducia in te quando tutti
Ne dubitano, ma anche a tener conto del dubbio;
Se riesci ad aspettare e non stancarti di aspettare,
O se mentono a tuo riguardo, a non ricambiare in menzogne,
O se ti odiano, a non lasciarti prendere dall'odio,
E tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggio;
Se riesci a sognare e a non fare del sogno il tuo padrone;
Se riesci a pensare e a non fare del pensiero il tuo scopo;
Se riesci a far fronte al Trionfo e alla Rovina
E trattare allo stesso modo quei due impostori;
Se riesci a sopportare di udire la verità che hai detto
Distorta da furfanti per ingannare gli sciocchi
O a contemplare le cose cui hai dedicato la vita, infrante,
E piegarti a ricostruirle con strumenti logori;
Se riesci a fare un mucchio di tutte le tue vincite
E rischiarle in un colpo solo a testa e croce,
E perdere e ricominciare di nuovo dal principio
E non dire una parola sulla perdita;
Se riesci a costringere cuore, tendini e nervi
A servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,
E a tener duro quando in te non resta altro
Tranne la Volontà che dice loro:"Tieni duro!".
Se riesci a parlare con la folla e a conservare la tua virtù,
E a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,
Se non riesce a ferirti il nemico né l'amico più caro,
Se tutti contano per te, ma nessuno troppo;
Se riesci a occupare il minuto inesorabile
Dando valore a ogni minuto che passa,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E - quel che è di più - sei un Uomo, figlio mio!

Ancora Neruda(Poesia dedicata)

Cos'è la poesia se non un mistero,
un'inspiegabile desiderio di sfuggire alla realtà ed entrare nel sogno,in un sentimento,in un'emozione.
Cos'è la poesia se non uno specchio sulle nostre esistenze.
La poesia esprime ogni cosa,ma lo fa unendo la bellezza e le parole sepolte nell'animo.
Questa poesia ha un significato particolare per me,l'ho letta tanto tempo fa su internet ed è la prima poesia che ho letto di Neruda.Voglio condividerla con chi ha amato,con chi ama e con chi cerca l'amore.

XVII sonetto
Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.
T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.
October 21

Notte

Un'altra notte,un'altra malinconica notte.
Tutto attorno è silenzio.
Fuori si sente di tanto in tanto una macchina passare e qualche ubriaco che canta la sua allegra disperazione.
Adoro la notte,adoro il suo profumo.
Mi nutro della tranquillità e del battito del mio cuore che finalmente riesco a percepire e ascoltare lontano dalle urla e dai rumori del giorno.
Mi nutro dei miei pensieri e della mia fantasia,mi nutro delle parole dei libri,mi nutro di me stesso.
Amo la notte perchè lei mi conosce,sa veramente chi sono.
Lei conosce la mia essenza,i miei pregi e i miei innumerevoli difetti.
Attendo il giorno ma ancor più attendo un'altra malinconica e silenziosa notte.
 
  POESIA
Non sapendo quando l'alba possa venire
lascio aperta ogni porta,
che abbia ali come un uccello
oppure onde, come spiaggia.
(Emily Dickinson)
September 27

Poesia

Oggi è un giorno strano,fra un'ora esco da lavoro e sono un pò giù.
Sarà l'arrivo dell'autunno imminente o un senso di solitudine perenne. Mi manca qualcosa e qualcosa nella mia vita è cambiato.
Qual'è la maniera migliore di esprimere uno stato,un'emozione o un desiderio se non la poesia e qual'è il più grande desiderio dell'uomo se non l'amore?
Ecco una delle poesie scritte da un genio.PABLO NERUDA
 

SAPRAI CHE NON T'AMO E CHE T'AMO

Saprai che non t'amo e che t'amo
perché la vita è in due maniere,
la parola è un'ala del silenzio,
il fuoco ha una metà di freddo.

Io t'amo per cominciare ad amarti,
per ricominciare l'infinito,
per non cessare d'amarti mai:
per questo non t'amo ancora.

T'amo e non t'amo come se avessi
nelle mie mani le chiavi della gioia
e un incerto destino sventurato.

 Il mio amore ha due vite per amarti.
Per questo t'amo quando non t'amo
e per questo t'amo quando t'amo.